Ho riletto i miei post e trovo che siano tutti piuttosto ansiogeni, ma li motivo col fatto che sto blog è uno sfogo esattamente come i miei diari di adolescente. Forse su quelli c'era qualche pagina su infatuazioni e cottarelle su questo invece secretata perché pubblico ;-), ma neanche allora ho mai condiviso con carta e penna i miei momenti di felicità: se sto bene non ho tempo nè voglia di scrivere.
Questa è la spiegazione che mi sono data, se non scrivo vuol dire che sto bene o che non ho da lamentarmi.
Oggi sto bene nonostante il Nano sia malato e ci sia un clima autunnale, però ho di che lamentarmi.
E' stata approvata la "riforma" sulla scuola, annunciano quella sull'Università e io penso al futuro dei miei figli che viene disegnato dalle varie ministre longa manus del Berlusca.
Io non l'ho votato e lo trovo sinceramente inadeguato come uomo istituzionale, ma non è qui il punto.
Chiunque ci fosse al suo posto avrebbe da fare scelte difficili dettate dalla necessità di tagli alle spese pubbliche, di riduzione dei costi sociali (scuola, pensioni e sanità, perchè pioveranno decreti anche su quelle prima o poi !), di interventi di sostegno a Comuni dissestati (vedi Taranto e Catania), di manovre economiche e industriali mirate ad adattarsi ai protocolli europei in materia di protezione dell'ambiente, il tutto in un contesto che è di recessione mondiale.
L’altro ieri sera ho sentito i comizi dei due uomini aspiranti quello che una volta si diceva "l'uomo più potente del pianeta" e comincio a pensare che non sarà nemmeno più così. Anche gli Stati Uniti annaspano come la vecchia Europa, anzi peggio e non so se riusciranno ad uscirne indenni. Tra i due aspiranti sicuramente meglio Obama di Mc Cain, ma solo perchè fa molto innovazione, integrazione razziale, sogno americano del non era nessuno ed è diventato qualcuno, gradevole all'aspetto e senza "polpetta in bocca", più politically correct anche nell'uso delle parole,eppure anche il suo era un comizio elettorale, con tanto di supporter musicale (il mitico “boss” ) e tanto di scena alla Mulino Bianco delle sue due bimbe e moglie che attraversavano con lui il palco sorridendo.
Stamane ho letto il suo programma in 5 punti :
“stabilizzare il sistema finanziario;
risolvere problema energetico;
riforma del sistema sanitario;
riduzioni fiscali per il ceto medio come base di una riforma del sistema fiscale;
riforma del sistema scolastico".
Come è palese i nodi cruciali sono gli stessi per tutto il mondo occidentale che deve darsi delle regole diverse e con una certa celerità.
Forse da qui il ricorso da noi alla decretazione d’urgenza che è uno strumento legislativo che richiede dei presupposti (straordinarietà, necessità ed urgenza appunto, vedi art. 77 Cost) che forse qualcuno vede nella crisi economica gravissima nella quale sguazziamo ormai da qualche annetto però!
E allora mi chiedo se dietro non ci sia un disegno più ampio, sorretto da ragioni macroeconomiche che devono rimanere celate e perciò non consentono il coinvolgimento dei troppi soggetti altrimenti chiamati in causa nella procedura di formazione complessa e articolata della legge ordinaria.
Le ragioni macroeconomiche riassunte con un grado di semplicità imbarazzante (voto in economia politica all’Università: 18!), secondo me potrebbero essere le seguenti: siamo arrivati ad un livello di benessere insostenibile per la scarsità delle risorse, energetiche innanzitutto ma anche economiche; c’è la necessità di tagliare i costi pubblici e allora i primi posti da tagliare sono quelli delle donne ( pubblico impiego e scuola) e poi a cascata di quelle del settore privato che avendo i bimbi a casa dalle 12.30 in poi dovranno decidere se pagare il doposcuola pomeridiano e allora decideranno di lasciare il lavoro dato che il rapporto costi/benefici non sarà più soddisfacente e poi ancora le baby-sitter e le colf che oggi sorreggono le famiglie delle donne che lavorano.
Rimarranno in corsa le donne con un certo reddito, che pagheranno baby- sytter inglesi trilingue con una retribuzione paragonabile a quella di un dirigente d’industria e si accentuerà ancora di più la sperequazione sociale (già adesso ci sono le Mary Poppins inglesi che si trasferiscono nelle case dei russi benestanti a crescere i loro figli e guadagnano cifre a 4 zeri di euro all’anno).
Ciò farà si che si aumenterà la produzione di beni di lusso andando ad aumentare il volume di una produzione di nicchia molto più redditizia e per la quale basteranno le risorse energetiche o se ne troveranno di alternative dati i volumi di affari.
Così si ritornerà al modello sociale dell’antica Roma, patrizi pochi e plebei tantissimi. Dimore da sogno per alcuni, basti pensare alla moda ritornata in voga di acquistare dimore storiche da parte di singoli soggetti (attori famosi, uomini politici o uomini della finanza) che tornano a splendere nella loro opulenza sottratte al destino dello sfruttamento di qualche palazzinaro che anni fa le lottizzava e ne faceva condomini di lusso per il ceto medio alto perché così era più facile sostenere i costi di manutenzione e miniappartamenti per tutti gli altri.
Io l’anno scorso ero in cerca di un appartamento più grande del mio e ho visto cosa c’è in giro di edilizia residenziale: loculi! Perciò ho deciso di rimanere dove sono anche perché per una stanza in più e un piccolo terrazzo vivibile avrei dovuto sborsare il doppio del valore della mia casa. Ma no dico, scherziamo?
Per fortuna che non ho fatto quel passo, indebitandomi all’inverosimile perché coi tempi che corrono non so come avrei fatto a pagare la rata del mutuo…… variabile.
E allora che vinca Obama speriamo, ma speriamo anche che sappia dimostrarci che un'altra via percorribile e più ottimista di quella dapprima ipotizzata esiste e non è solo.....utopia pre elettorale!
P.s. Non so perchè sono così pessimista stamane, sarà mica anche colpa della quattro giorni di febbre alta del Nano che mi costringe a casa a fare indigestione di telegiornali con lui avvinghiato modello Koala?
Mercoledì mattina terzo giorno di scuola e di nido. Ore 8.15 vedo partire dalla finestra la Numero uno col Piedibus ( bus immaginario dove il conducente è un papà volontario e i piccoli passeggeri si tengono attaccati ad una corda e arrivano a scuola tutti assieme dopo le tre fermate segnalate da apposite paline - civilissima provincia lombarda!); ore 8.30 porto in stazione mio nipote diciassettenne che era venuto a stare da noi per farsi un po' di fatti suoi, col Nano imbragato al seggiolino che si guarda in giro a metà tra l'assonnato e il divertito da tutto questo cinema mattutino; ore 9.18 arrivo al nido e sforo l'orario di ingresso di tre minuti per inserimento del Nano sino alle ore 10.15.
Ore 10.20 chiamo "Irina Seminova" - è sempre la baby sitter riciclata- e le chiedo di scendere a prendersi il Nano che alle 10.45 ho l' elettrocardiogramma dal mio medico e sono in ritardo. Mollo il Nano e sgommo via alla ricerca di un bancomat per prelevare contanti perchè qualcosa dovrò pagare dal medico e la forza dell'abitudine mi spinge a fermarmi in uno dove riesco a parcheggiare sul marciapiede (incivilissima terrona seppur lombarda d'adozione) in modo da avere Nano sotto controllo.
Scendo dalla macchina e due anziani arrivati nello stesso momento mi dicono che se voglio fare in fretta dietro l'angolo c'è un altro erogatore di banconote che è libero perchè è ad altezza "Vatussi" e loro non riescono ad usarlo, mentre io si. E perchè mai se sono alta come loro? Forse ho la faccia di una che preleva digitando i tasti senza nemmeno guardarli, tanto conosco la sequenza delle operazioni a memoria? O forse ho la faccia della tonta cui vogliono fregare il suo turno? Io li imploro dicendo che sono in ritardo e ho il bambino in macchina e loro, bastardi, mi dicono: lei vada a prelevare dietro l'angolo che glielo guardiamo noi il bimbo.
Posso dire che la cosa mi fa girare le palle? Si, ad elica!
Comunque giro l'angolo, infilo la tessera, digito codice segreto: "prelievo, importo, esegui, vuoi lo scontrino?", NO!, prendo i soldi e vado di corsa alla macchina.
Arrivo di corsa col fiatone con la paura di aver perso di vista il bambino in macchina per qualche minuto, guardo dentro e il bimbo non c'è più.
Puff, svanito!
Urlo ai due vecchi di prima che il bimbo non c'è più e loro mi dicono: 'Ma come, non si è avvicinato nessuno' e io che guardo bene dentro se mai è caduto dal seggiolino: nulla. Finestrino aperto, cinture slacciate e seggiolino vuoto.
PA NI CO!!!
Una voce mi dice ' Chiami il 112': Compongo il numero velocissima e urlando dico all'operatore 'Mio figlio è scomparso, l'hanno rapito dalla mia macchina tra la via y e la via x, ha 11 mesi, un taglio in fronte, è vestito con maglietta bianca e pantaloncini azzurri, la catena del ciuccio è col pescetto e .........'
Dall'altra parte: ' Ma Signora, lei è separata?'
'No, no, no, non c'è nessuno che possa averlo fatto per dispetto, trattasi di rapimento ad opera di estranei'
Nel frattempo si materializza una straniera che mi sembra una rom - iniziano anche le allucinazioni - e che è l'unica che si prodiga moltissimo a chiedere aiuto ai passanti invitandoli ad aiutarmi nella ricerca dei rapitori.
Per tutto il tempo ho temuto che fosse la basista perchè mi sembrava troppo interessata alla situazione, ascoltava la mia telefonata, correva da un negozio all'altro a cercare testimoni a dispetto dei due vecchi che erano lì immobili e un po' increduli perchè davvero non avevano visto nessuno avvicinarsi alla macchina.
Uno dei due ad un certo punto ha anche detto alla ragazza che lo invitava ad aiutarmi: ' Cosa me ne importa poi a me che io il bambino nemmeno lo conosco, pota! '
L'avrei preso a calci con tutta la rabbia che avevo dentro ma non l'ho fatto perchè ero intenta ad ascoltare dal mio cellulare il gracchiare di voci dentro radio mobili che diffondevano l'allarme a tutte le pattuglie dei Carabinieri in servizio ed io ero lì ferma sperando di sentire che si, il bimbo era stato ritrovato.
Questo incubo è durato tre minuti esatti - verificati dalla durata della telefonata coi Carabinieri - che per me sono stati lunghi una vita.
Mi si sono affollati pensieri tremendi, del tipo: ' io non lo rivedo più, ma come lo si fa a trovare un bimbo così piccolo che lo mettono in una borsa, ma lui non soffrirà moltissimo perchè non capisce e magari si rifarà una vita da un'altra parte' sino a quando..... un flash di memoria, un momento di lucidità nel panico.
Nano....... Irina..... casa.......
Ma cosa sta succedendo?
'Maresciallo, mi sente? Il bimbo non l'hanno rapito. L'ho portato io a casa con la baby sitter perchè ho una visita medica.......ero di corsa, il bancomat, i due vecchi str......e......sono mortificata'.
E mi accascio sul capannello di folla che si era stretto attorno a me.
' Signora non riattacchi, aspetti, veniamo lì.'
Tutto bene quel che finisce bene.
Dopo avermi chiesto dove abitavo i Carabinieri si sono accertati che il bimbo fosse lì, si sono recati a casa mia e hanno chiesto alla baby sitter se io ero un po' depressa e lei ha risposto: ' Credo proprio sia un puoco stresata!!!!!'
Ho sentito in radio che capita che si manifesti il terzo giorno dopo il rientro, io sono quasi alla fine della terza settimana in città e sono moolto stressata. I casi sono due: o il benefico effetto di tre settimane filate di mare è già finito dopo le tre settimane di fuoco di cui sotto o anche le tre settimane di mare coi nani delle quali due trascorse con tre sorelle, cognati, nipoti e papà settantasettenne sono state stressanti a loro volta!!!
Tornata dal mare ho lavorato 10 giorni esatti, con i miei riposi per allattamento e un week end al lago con tutta la gradualità che una ripresa non traumatica richiede. Nei dieci giorni però oltre a lavare e risistemare una quantità di vestiti, canotti, giochi, scalda biberon, omogeneizzatore, seggioloni, box, ciabatte del mare, medicinali ecc. ecc. che nemmeno al ritorno di una colonia si sono mai visti ( sono io la cazzona che ha preparato i bagagli all'andata!), ho dovuto preparare corredo per Nano che partiva coll'inserimento al nido e cancelleria per la Numero 1 che cominciava la scuola primaria; fare esami di controllo per una sospetta colonpatia con areofagia e meteorismo addominale che si intuiscono dalle dimensioni del mio addome, ma non sono diagnosticabili se non per esclusione dopo aver accertato che non sono nell'ordine: celiaca, "calcolosica" alla coliciste, affetta da diverticolite o peggio da morbo di Khron (?!) per non parlare poi delle patologie peggiori che all'inizio ho temuto ( sono un po' ipocondriaca ), ma che ho scartato considerando che se fossi stata in fase terminale un qualche etto l'avrei dovuto pur perdere, no?
E poi ho cercato di programmare la stagione sportiva della Numero 1 che voleva fare danza e piscina ( e poi, ancora cosa?) , incastrando le mie ore di lavoro a giornata piena dopo l'anno del Nano con gli orari del Nido che è distante da casa perchè è l'unico dove me l'hanno accettato (in quello comunale siamo terzi in lista d'attesa. E anche qui delle due l'una: o ci sono un sacco di persone sfigate che accumulano punteggio perchè hanno davvero un casino di problemi o c'è qualcuno che bluffa, perchè non è possibile che una famiglia straordinariamente normale con due figli , due genitori che lavorano a tempo pieno e due nonni latitanti non abbia diritto ad un posto nel nido comunale.... ).
E poi ho dovuto iniziare una mediazione con la ex baby sitter del nano che nemmeno l'amministratore delegato di una multinazionale richiederebbe mai. Questo perchè dal prossimo inverno diventerà la "domestica" per un paio d'ore al giorno e così avremo la garanzia di poterla usare al bisogno nuovamente come baby sitter perchè a lei siamo affezionati un po' tutti, soprattutto il Nano. Suppliche e incentivi economici in cambio di un po' di flessibilità d'orario per permettermi nelle settimane centrali di questo mese di fare, tra un inserimento e l'altro, i miei accertamenti e finire le lezioni di pilates ( le avrei dovute fare prima dell'estate continuative e invece credo di averne fatte quattro in tre mesi con zero risultati, sigh! )
Insomma diciamo che al rientro mi sono ritrovata con due figli da gestire, ognuno con esigenze differenti e una nuova Altadadi che dopo otto mesi di mamma mucca e un' estate passata a carponi sulla sabbia si è anche un po' stufata di mettere le sue esigenze dietro quelle di tutta la famiglia. Risultato: fatica organizzativa con accumulo di ansia nel tentativo di incastrare tutte le attività di tutti senza mancare un appuntamento.
Il mese di giugno è stato doloroso e faticoso.
Il cuore di Carlo non ha retto e adesso lui è lassù che prepara pane per gli angeli (voleva fare lo chef e frequentava l'alberghiero tra un ricovero e l'altro).
Andati via i suoi ho cominciato a studiare seriamente ma di malavoglia per i miei cazzutissimi quiz e ho capito che qualsiasi cosa io voglia fare da grande devo contare solo su me stessa ( delusa nell'ordine da: sorella, marito, cugina, nipote diciottenne e...suocera?! No anzi, su quest'ultima non ho mai avuto la possibilità di farmi illusioni).
Esito del concorso negativo: un briciolo di delusione e un sospiro di sollievo, non dovrò ammazzarmi di studio nel mese di luglio!
Riprendo il lavoro, con maggiore entusiasmo perchè dopo un po' anche le cose peggiori ci mancano se siamo abituati e riprendo in mano la mia casa che, volente o nolente, devo dirigere io, comunque e sempre e nonostante la Baby sitter factotum che bada ai piccoli e alle faccende mentre sono in ufficio. Baciarsi i gomiti, lo so!
La Numero 1 mi fa pagare lo scorso mese di mia concentrazione su me stessa (perchè di tempo gliene ho dedicato ugualmente) con dei capricci mai fatti prima: scene isteriche al Cre, piagnistei per cose di poco conto, insomma comincia a fare la bambina capricciosa di colpo, infierendo su una mamma snervata già di suo e arroventata dal caldo e dal fumo dei suoi progetti carbonizzati. Perde due dentini e dopo mesi che aspettava con trepidazione che cadessero piange disperata perchè il primo il topolino glielo ha portato via lasciandole, no dico, ben 10 Euro.
Col secondo siamo scesi a patti col topo: si dimezza la mancetta, ma il dente resta lì e va conservato a mo' di reliquia. Assieme al moncone del cordone ombelicale....
Il Nano i dentini invece li mette, ma ha le gengive dure come la sua testolina e perciò è nervosissimo. Quando vuole qualcosa continua a urlare un verso strano: "ah,ah,ah, ah,ah" e va avanti così fino a che sottoponendogli un numero indefinito di oggetti presenti nella stanza in cui è non si trova quello che cercava.
Purtroppo però non sempre lo si trova e allora si passa a "MhMhMhMhMhMhMhMhMhMh" mezzo incazzato e mezzo sotto sforzo che sembra debba fare una cacca di proporzioni elefantiache.
Ma non è così, è solo che lui vuole sempre ottenere ciò che desidera, altrimenti sono guai per tutti.
Un po' come sua madre!
Perciò dopo due settimane infernali in cui sono riaffiorati i mostri dagli abissi di una anima inquieta che ha dei "vaffanculo dentro" come mi ha detto anni fa una psicoterapeuta dopo un'ora di incontro conoscitivo ( primo e ultimo!), rieccomi.
Trascorsi due giorni nel we al mare, strappati con le unghie all'inedia di mio marito, ho preso un po' di colore e mi sono leggermente rasserenata.
Forse avevo solo bisogno di un po' di....iodio!
Fatica, sudore, ripensamenti e voglia di non arrendersi.
Ci mancava questo caldo atroce e improvviso, fortuna che ho riesumato dalla cantina uno dei pochi regali sensati e riciclati di mia suocera: un condizionatore di quelli che fanno un rumore che non patisci il caldo, ma ti vien mal di testa.
Eppure meglio il mal di testa! Sto esercitandomi sui quiz che sono stati pubblicati per il concorso che mi appresterò a fare e zompetto ogni tanto sul mio blog solo per leggere e-mail che mi arrivano da una corrispondente con cui condividiamo questo periodo di preparazione esami.
E stasera ho visto che l'ultimo post che ho scritto è del giorno in cui sono stati pubblicati i quiz, e avrei voluto non aver scritto più presa com'ero dal fare i quiz, ma in realtà in questi venti giorni ne sono successe di tutti i colori.
Ho studiato poco e male, ma adesso sto cercando di recuperare con un'adrenalina degna dei miei periodi più proficui ma con una nuova ancora di salvezza e di ritorno alla realtà: i miei bimbi.
Ogni tanto devo interrompere lo studio e guardarli, non riesco proprio ad affidarli in toto sia praticamente sia affettivamente. E quando mi vengono momenti di sconforto guardo loro e mi dico, vada come deve io però sono dirigente della mia casa, del mio tempo e della mia ambizione. Ho ancora la velleità di mettermi in gioco, ma per fortuna non è in gioco la sopravvivenza. Se perdo ho ancora la mia vita e i due nanetti da spupazzare, se vinco una situazione complessa da gestire nell'immediato e nel lungo periodo...
E allora cosa corro a fare dietro questo treno? Mah, forse solo per tentare di affrancarmi un attimo tornando a fare una cosa che mi piace e che mi da la speranza o l'illusione di rendere il mio lavoro più appagante. Ah, eppoi dimenticavo che non posso dire alla mia Numero 1 che la mamma ha smesso di correre perchè noi mamme non ci arrendiamo mai ...
Ogni tanto la mascherina d'ossigeno serve a riprendere fiato, ecco cosa è questo concorso per me: un pezzettino di stimolante ricostruzione della persona ambiziosa che ero.
P.S. Un ringraziamento a lisa per post meraviglioso che mi ha fatto tornare in mente l'obiettivo.
Ho chiuso le imposte e fuori diluvia. Quando è così mi piace chiudermi dentro casa coi nani che dormono e il marito inciabattato. Fa molto nido e un po' ..... autunno a primavera.
Notte!
Giorni tristi, angoscianti e angosciosi passati in una corsia di un ospedale dove ero stata solo nei momenti più belli della mia vita quando altra vita nasceva.
Adesso in un altro edificio dello stesso complesso la vita resta appesa al filo della speranza che un cuore arrivi, che qualche altro ragazzo che nella pagina del suo destino oggi ha scritto "FINE", abbia avuto almeno la generosità di decidere in vita di donare gli organi che restano di lui a chi ne ha bisogno per continuare a vivere.
E si spera che quando arrivi sia compatibile, altrimenti c'è già una riserva pronta che viene chiamata a casa e raggiunge l'ospedale col fiato corto e con la speranza che sia davvero la volta buona per sè. Mors tua, vita mea! Sigh!
La riserva viene avvisata che non è ancora il suo turno e lei tuona di rabbia, inveisce contro i genitori e impreca contro un sistema spietato che anch'io trovo terrificante ma che sacrifica il rischio di un'illusione svanita a favore della possibilità di non sprecare un'opportunità per uno dei due contendenti e non rischiare di perdere, nel tempo necessario a decidere e valutare, un organo che ha poca autonomia fuori dalla sua sede naturale.
I due contendenti sono entrambi molto giovani, si erano anche conosciuti qualche ricovero fa' perchè parlando avevano scoperto di soffrire tutti e due di una cardiopatia rara ma, assurda coincidenza, simile. Hanno entrambi le membra consumate da cuori difettosi e da sofferenze enormi.
Sono due scriccioli e mi fanno una tenerezza infinita. Uno dei due è figlio di un mio cugino e a sua volta era già stato riserva qualche mese fa e da allora in lista d'attesa ha atteso il suo turno tra delusioni e interventi tampone.
Oggi il cuore è toccato a lui, ore d'attesa snervanti dietro la porta di una sala operatoria per poi capire che l'attesa durerà ore e ore e poi, finito l'intervento, capisco che giorni interi dovranno passare in attesa di segnali positivi, di valori stabili, di segnali che scongiurano il rischio di un rigetto.
Che il trapianto fosse l'ultima spiaggia lo sapevo, ma chissà perchè speravo in una spiaggia caraibica. E forse lo speravano anche i suoi genitori che pure sono medici ma oggi hanno tolto il camice e sono genitori disperati come lo sarei anch'io. La loro delusione post intervento mi fa capire che anche loro, rimossa la situazione clinica del paziente, avessero sperato in una svolta immediata per la salute del figlio o forse magari solo in un miracolo.
E questo aspetto anch'io con loro, pregando.
Anche quest'anno noi genitori abbiamo girato un paio di scuole aperte al pubblico in un giorno stabilito per consentirci una scelta più consapevole all'atto dell'iscrizione dei nostri figli. E ritengo sia giusto. Corpo docenti al completo come poi lo si vede solo in altre rare occasioni, slides con illustrazioni e dettagli sul P.o.f che neanche ai convegni di confindustria c'hanno proiettori così figosi, scelta dei vari menù che sembra di essere in un hotel a cinque stelle per la vastità della scelta: tutto comunque piuttosto palloso e impersonale. Da quando gli Istituti onnicomprensivi scolastici hanno autonomia e si autofinanziano in parte, questi open day sono diventati una sorta di pubblicità per la scuola che tenta di accaparrarsi il maggior numero di iscritti per l'anno successivo. Il 13/12/2007 mi ero fatta il mio giretto nelle due scuole vicino casa e ho deciso poi dove mandare la mia numero 1 anche in base alle sensazioni provate quel giorno. Una settimana fa, stessa storia per i nidi comunali dove mandare il nano. Accoglienza migliore e atmosfera più familiare.
Oggi è stato organizzato invece l'open day per i bimbi che in una sorta di simbolico passaggio da una scuola all'altra sono stati accompagnati dalla maestra della scuola d'infanzia nelle varie scuole elementari dove si sono iscritti, in un percorso inverso rispetto a quello dantesco. Traghettati non da Caronte ma dalla loro Beatrice oggi si andava dal Paradiso della Scuola materna al Purgatorio della Scuola Elementare, senza però avvisarli del peggioramento anzi invitandoli alla conoscenza con entusiasmo. Ne riparleremo tra qualche anno.
La numero 1 è tornata entusiasta, cresciuta un sacco tutto d'un colpo. All'uscita della scuola materna, con un fuseaux rosa attillato, corto sino al ginocchio e un braccialetto regalatole dal suo tutor ( tale Eleonora di anni 9, una sfitinzia per lei!); è salita sul suo seggiolino auto 0/12 ancora dotato di schienale e se l'è allacciato dopo aver accavallato gambe. Atteggiamento da ragazza in postazione da bambina. Mi ha raccontato come si è svolta la visita della scuola e ha commentato con risolini eccitati diversi episodi, intercalando con ' cioè, quindi e io proprio non capisco'. Dopo ha cantato parola per parola Punto di Jovantti che intanto suonava dal cd. Mi faceva una tenerezza infinita ma anche un po' di impressione perchè comincio a capire quello che mi dicono sempre tutti, cioè 'goditeli adesso che il tempo vola'. In quella meravigliosa creaturina oggi ho intravisto il profilo embrionale di quello che sarà l'adolescente stronza di domani. Panico e meraviglia. Assunzione di responsabilità per quello che io posso fare per renderla sino ad allora meno stronza possibile. E sconfitta della nostalgia a pensare che col nano abbiamo ricominciato daccapo tutto sia con gli sforzi, ma anche con la meraviglia del suo divenire bimbo da neonato ogni giorno sotto i nostri occhi. E' per questo che si continua a fare figli?
Martedì sono arrivata in ufficio leggermente ansiolitica, la babysitter mi aveva tentato di rifilare l'ennesimo bidone perchè anche lei è una mamma e anche lei ha un figlio cagionevole che, poveretto, dopo una settimana di cortisone e una nottata insonne quella mattina proprio non riusciva ad alzarsi.
E allora alle 8.45 del mattino, mentre mi stavo vestendo per andare in ufficio, ricevo sms testuale: notata dificile, mio figlio non si sveglia e io non suò più cosa fare. Resto un attimo basita, non so se preoccuparmi per bimbo o incazzarmi per giornata di lavoro che sta per andare in fumo. La chiamo per capire se trattasi di cosa grave tipo collasso e per chiederle cosa potrei invece fare io che sono qui in reggiseno e sto aspettando che lei arrivi per andare in ufficio. Mi dice che il bimbo è stanco e che proverà a insistere a tirarlo su. In cambio di tanta magnanimità nei miei confronti le prometto di accompagnarla appena possibile da un pediatra amico di famiglia dal quale vado quando la mia di base non mi convince, solo che è in un paesino a 15 km da me e far combaciare i miei orari con i suoi e quelli del medico non sarà cosa così facile.
Dopo venti minuti arrivano mamma e figlio. Mi fa una tenerezza infinita vedere sto bambino che in quella che dovrebbe essere la sua convalescenza è costretto a venire con sua mamma al lavoro tanto più che il lavoro della sua mamma è tenere il bambino di un'altra. Chissà cosa pensa, se è geloso, se si annoia o se invece è felice di trovare una casa piena di giochi che può usare in libertà dato che la Numero 1 è a scuola. Questo sentimento di tenerezza viene subito oscurato da una preoccupazione che mi assale quando sento la sua tosse. E' tremenda, non vorrei fosse pertosse o qualcosa di contagioso che nano potrebbe a sua volta prendersi. Le raccomando di tenerli separati per quanto possibile e le riferisco che l'appuntamento col medico è fissato per l'indomani alle 14.30. Fortuna che in ufficio ho una flessibilità d'orario esagerata, sennò mi avrebbero già licenziata!
Così è cominciata una giornata che se il buongiorno si vede dal mattino, sarebbe stata una giornata di merda. E così è stato.
Arrivata in ufficio leggo messaggi di posta e scopro che sono uscite le date di un concorso che aspettavo da un po', perchè ha rappresentato per questi 6 anni di lavoro ripetitivo, banale, arido e insulso lo spiraglio del miglioramento non solo economico ma soprattutto professionale.
Vincitrice di un concorso in un ente pubblico e già solo questo potrebbe essere motivo per baciarsi i gomiti, sono stata assunta a tempo indeterminato con una qualifica che in qualsiasi ente pubblico implicava la copertura di funzioni apicali mentre nel mio equivaleva al livello impiegatizio. Così dopo 6 mesi di formazione in cui sembrava di essere a naja tante sono state le umiliazioni subite, i lavori di merda fatti senza ribattere e senza replicare, i risolini delle colleghe che ti chiedevano come mai fosse richiesta la laurea per fare quello che loro facevano da trent'anni senza, mi sarebbe piaciuto dimettermi e mandare tutti al diavolo dicendo che in realtà ero io ad aver sbagliato posto.
(E non l'ho mai fatto perchè sentivo le mie amiche di università lamentarsi del loro precariato anche in ambiti prestigiosi, nella ricerca universitaria, nella consulenza aziendale per non parlare poi del praticantato professionale al quale io stessa ho dedicato due anni della mia vita con una regalia finale: i quattro codici commentati già usati dal mio dominus quando "the generous" ha comprato l'edizione aggiornata ad una riforma che manco ricordo più. Quel periodo è stato rimosso.)
Poi alla fine della formazione sono stata trasferita in un ufficio distaccato dal carrozzone centrale e lì ho trovato un'accoglienza decisamente migliore, un'organizzazione professionale diversa e una qualità del lavoro mooolto più gratificante. Così un altro anno è volato, mi sono ritrovata panzata e felice, presa dalla mia gravidanza che mi sono goduta alla grande. Al rientro dalla maternità ho richiesto di ritornare nel carrozzone che si erge nella sua architettura fascista a soli 900 mt. da casa mia perchè con la numero 1 al nido 30 km di nebbia padana erano inaffrontabili.
Così mi sono ritovata nella medesima situazione di sei anni fa con l'unica differenza che non ero più la pivella di allora. Ero diventata la mamma di una bambina stupenda desiderosa di sorellina, con un marito stupendo e quel lavoro continuavo a farlo solo perchè mi consentiva di fare la mamma e la moglie senza dover assumere psicofarmaci. Tutto questo in attesa di un'opportunità migliorativa della mia posizione professionale.
Martedì mattina questa opportunità l'ho vista segnata sul calendario sulla data 3 luglio 2008 "quiz di preselezione....." e 28 luglio prove scritte. Una tale efficienza nell'espletamento di un concorso non si era mai vista. Forse non c'è bisogno di tempi lunghi di correzione se i vincitori già sono designati, oppure la verità è che hanno esternalizzato la procedura e chi la organizza ha capito che con date così ravvicinate e coincidenti con periodo estivo, si tagliano fuori gli avventurieri e si risparmiano tempo e costi.
Questo è il TGV che passa ora e chissà se ripasserà più. Ha 35 posti liberi e ci sono 18.000 passeggeri nelle stazioni di tutta Italia che faranno a botte per salirci. Coi soliti già accreditati da qualche noto politico o dirigente o capoufficio ammanigliato e che saliranno senza nemmeno dover sgomitare tanto.
Io vedo questo treno e vorrei prenderlo, mio marito in barba a quello che pensavo, -che iene prevenute che siamo!- mi ha dato la sua disponibilità a collaborare e penso che ho ancora la maternità retribuita al 30 % per stare a casa questi 2 mesi e trovare il tempo per studiare seriamente.
Poi non ce la farò ugualmente ma almeno saprò di non aver lasciato nulla di intentato. Non avrò più giorni da poter usare quando il nano si ammalerà, quando al nido faranno le assemblee e chi più ne ha più ne metta, ma almeno ai miei figli un giorno potrò raccontare che: ,,,A un certo punto è passato un treno che andava veloce e la mamma ha corso così tanto che lo ha affiancato ma non è riuscita a salirci perchè il treno era pieno. E allora felice e orgogliosa dello sforzo fatto si è seduta affannata su una panchina e ha aspettato...... che un altro treno passasse.